Porto di Gioia a rischio, la road map del Pd per scongiurare la chiusura

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Questa mattina abbiamo incontrato il commissario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, ammiraglio Andrea Agostinelli, insieme alla vice presidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, che ha parlato di Gioia Tauro come di un’eccellenza nazionale ed europea, al sen. Nicola Irto, al consigliere regionale Raffaele Mammoliti, all’ex parlamentare Enza Bruno Bossio, ai rappresentanti di CGIL, Salvatore Larocca e Gregorio Pititto, CISL, Romolo Piscioneri, e UIL, Giuseppe Rizzo, all’amministratrice unica dell’Agenzia del lavoro dell’autorità portuale, Cinzia Nava, ai sindaci di San Ferdinando, Luca Gaetano, di Gioia Tauro, Aldo Alessio, di Palmi, Giuseppe Ranuccio, e di Cittanova, Francesco Cosentino.
Lo abbiamo fatto per discutere del futuro del porto e definire, in maniera congiunta, una road map di interventi a più livelli -regionale, governativo ed europeo- affinché sulle conseguenze negative della direttiva ETS si trovi un correttivo.
Serve un impegno congiunto di tutti i corpi intermedi e politici ed il Partito Democratico è pronto ad offrire il proprio contributo affinché ogni livello di discussione affronti con consapevolezza le difficoltà del porto calabrese.
«Insieme ai sindacati -ha detto Irto- abbiamo assunto l’impegno di promuovere un incontro con il Governo che garantisca una tutela vera del Governo sul porto. E’ necessario rivedere, nella legge di Bilancio o nel Milleproroghe, l’idea bizzara della Zes unica del Mezzogiorno, perché –lo dicono anche esponenti di governo e del centrodestra – tanti temono che penalizzerà Gioia Tauro. Mi sembra poi inaccettabile che ci siano figure di primo piano di questa regione che dicono che la direttiva sia immodificabile: non è così. La direttiva dev’essere recepita dal Parlamento e nelle commissioni competenti si possono fare osservazioni di merito che possono portare a una soluzione e magari accogliere la proposta del presidente dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, quella di estrapolare Gioia Tauro dagli altri porti italiani e inserirlo nella logica di altri porti del Mediterraneo. E’ il Governo che deve scegliere: o Gioia Tauro è una risorsa per l’Italia o non lo è».

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