Continua la levata di scudi da parte del Partito democratico contro la riorganizzazione dei Reparti prevenzione crimine calabresi, che secondo alcune voci prevede la chiusura dei presidi di Vibo, Siderno e Rende e lo spostamento in una sede unica a Catanzaro.
«Nel 2013 – dichiara Irto – veniva spostato a Vibo, oggi dopo 11 anni con un colpo di pena non si può cancellare una struttura che è un presidio in un territorio complicato che ha bisogno sempre di più di riaffermare i principi di legalità e che lo Stato è presente. Qui abbiamo una minoranza, la ‘ndrangheta, e su quella bisogna fare fronte comune e lo Stato non può indietreggiare». Per Irto un’eventuale chiusura sarebbe «un messaggio sbagliato. È importante non solo mantenere questo presidio, ma anche rilanciarlo dal momento che non c’è ad oggi una governance». A tal fine è stata presentata un’interrogazione a Piantedosi. «Io ho messo nero su bianco l’importanza di questa struttura. La soluzione la deve trovare lui, noi abbiamo chiesto di assumersi la responsabilità di non chiuderlo perché significherebbe indietreggiare».


